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Ridurre i problemi di rumore in azienda aumenta la produttività

Il benessere fisico nell’ufficio

L’Istituto Superiore per la Prevenzione e Ricerca Ambientale avverte che gli uffici, rappresentando un ambiente confinato dove le persone trascorrono ampia parte della giornata.

Questi possono essere considerati luoghi con possibili fonti di inquinamento indoor, con problemi di rumore in azienda.

Condizioni inadeguate di lavoro causano stress anticamera di malattie che causano la perdita di produttività, ma anche malattie vere e proprie. Per questo motivo l’ufficio rappresenta un ambiente soggetto a diverse norme volte a garantire la protezione della salute e la sicurezza dei lavoratori durante il lavoro. Gli impianti, gli oggetti e le apparecchiature condizionatori, arredi, moquette, stampanti, fotocopiatrici possono costituire sorgenti inquinanti significative che incidono negativamente sulla qualità dell’aria e sulla salute degli occupanti.

Microclima e qualità dell’aria

Mancano dati italiani sulla perdita di produzione annuale dovuta alle conseguenze della scarsa qualità del microclima negli uffici temperatura, umidità relativa, ventilazione, qualità dell’aria, ma la situazione non deve essere tanto diversa da quella degli Stati Uniti, dove l’agenzia americana per la protezione dell’ambiente stima da una parte che il cattivo microclima nell’ambiente di lavoro causi un danno del 18% alla produttività relativamente al settore del commercio e dall’altro che il 20% di tutti gli impiegati abbia una malattia importante allergie, asma, malattie autoimmuni, ecc…legata alla presenza di inquinamento indoor.

Altri fattori di rischio sono legati all’illuminazione e all’acustica

Le malattie correlato con il microclima ostile sono suddivise in due gruppi: il primo appartiene la cosiddetta sindrome dell’edificio malsano Sick Building Syndrome, caratterizzata da una sintomatologia di modesta entità mal di testa, sonnolenza, irritabilità…che si risolve o si attenua rapidamente con l’allontanamento dal luogo di lavoro.

Olfatto, tatto e gusto

Il benessere negli ambienti di lavoro è alla base del vivere e lavorare bene, che a sua volta si traduce di più e meglio. Progettare il benessere in ufficio significa inseguire l’armonia dei cinque sensi, udito, vista, olfatto, tatto e gusto.

Olfatto

è inteso come aria sana e pulita. Respirare bene è fondamentale, la progettazione deve fare in modo che i ricambi d’aria siano garantiti rispetto alla superficie volume del locale. Oltre ai ricambi naturali si dovrà provvedere al ricambio meccanizzato con aspiratori e ventilatori, preferibilmente con filtratura e umidificazione dell’aria immessa.

Tatto

invece, rimanda all’ergonomia dei prodotti e un ambiente senza pericoli per la persona: spigoli arrotondati, assenza di materiali taglienti oppure urtucanti-allergizzanti, massima attenzione alle sedute che devono essere ergonomiche e favorire all’operatore posture corrette, utilizzo di materiali ignifughi, atossici e lavabili.

Gusto

E il gusto cosa c’entra? Qui parliamo dei momenti di break che sono molto importanti nella giornata lavorativa di una persona.
Ottimo progettare spazi socialmente utili all’interno degli edifici uffici, tenendo presente che la progettazione degli spazi relax è in funzione all’ampiezza e al numero degli addetti.

Vorwerk Foletto Milano rivestimento fonoassorbente soffitto corridoi

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Udito e comfort acustico

Il quarto senso, l’udito, rimanda alla qualità acustica dell’ambiente. Le insidie maggiori sono l’eccessiva rumorosità delle apparecchiature e il riverbero fuori controllo dovuto a un cattivo fonoisolamento di soffitto e pareti. In ufficio l’elemento di disturbo più frequente è il brusio più op meno elevato causato dagli operato e dall’eccessivo rumore generato dall’utilizzo di apparecchiature come stampanti, fax, ecc. Il risultato è una comunicazione verbale difficoltosa fra gli operatori, con conseguente aumento del volume della voce e quindi del livello sonoro nel locale.
La difficoltà di comunicazione causa errori di produzione, ostacola attività di routine, come fare e ricevere telefonate e provoca stress che si ripercuote in un aumento anche consistente dei giorni di assenza per malattia.


Correzione acustica

I requisiti acustici di un ufficio dovrebbero essere una facile comunicazione verbale fra gli operatori e un livello sonoro contenuto, facilità di concentrazione e possibilità di parlare senza alzare la voce; il tutto per un minore stress a carico delle persone. L’idea è tenerne conto in fase di progettazione, ma se l’obiettivo è la correzione acustica i punti di intervento sono il soffitto, le pareti prove di serramenti e i setti divisori. La tecnica di correzione acustica consiste nel realizzare adeguati controsoffitti e nell’applicare pannelli fonoassorbenti alle pareti. Il raggiungimento del comfort acustico porterà vantaggi aggiuntivi, come per esempio la possibilità di inserire un maggior numero di postazioni operative. Attenzione però: gli isolanti sono una delle maggiori fonti di inquinamento degli edifici e occorre fare attenzione alla scelta dei materiali.
Ottimo il sughero biondo naturale per le sue caratteristiche fisiche.

Vista e illuminazione

controsoffitto in sughero Kontro

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Le luci non devono affaticare troppo gli occhi, quindi devono essere né troppo forti né troppo deboli. Per valutare l’effettiva rilevanza che l’illuminazione ha in ambito ergonomico, vale a dire in tutti gli ambienti dedicati al lavoro, bisogna considerare il grado e il tipo di impegno visivo e cognitivo richiesti da ogni specifica attività umana. In taluni casi l’occhio è impegnato nella percezione di minimi dettagli, in tempi rapidi e con pochi margini per eventuali errori, talvolta con rischi per la sicurezza.


Colore

In altre situazioni è il colore che deve essere percepito e riconosciuto nel modo più naturale. In altri ancora è l’abbigliamento a costruire il principale fattore di disturbo. Il lighting designer deve riferirsi alle reali condizioni di lavoro per intervenire efficacemente con la luce, sia artificiale che naturale. L’illuminazione è un fattore ambientale che è sempre attribuito allo spazio costruito o naturale. Si può dire che sia definibile come la condizione fisica del suo apparire per l’organo sensoriale, l’occhio, organo che oggi le neuroscienze ritengono essere un’appendice del cervello umano.

Vediamo col cervello attraverso gli occhi

La disposizione degli spazi vuol dire anche distribuzione della luce sulle superfici, in ordine alle esigenze di un determinato luogo di lavoro. La buona illuminazione nasce insieme al disegno dello spazio. Non dovrebbe mai essere una sorta di aggiunta alle strutture architettoniche o costruttive.
E’ invece un attributo fondamentale dello spazio abitato. In sintesi si può dire che le caratteristiche di una corretta illuminazione riguardano:

  • il livello di illuminamento, ossia la potenza della luce inviata nell’ambiente;
  • i rapporti tra le aree illuminate a differenti livelli di illuminamento e di diverso fattore di riflessione;
  • l’assenza di disturbi visivi, in particolare l’abbigliamento diretto e riflesso;
  • la buona resa dei colori. Potremmo aggiungere le caratteristiche delle sorgenti luminose e degli apparecchi relative al consumo di energia, alla manutenzione degli impianti e alla eco sostenibilità prodotti.

L’importanza del colore

I più recenti studi sulla psicologia della visione dimostrano che i colori influenzano lo stato d’animo e i comportamenti delle persone.
Per questo è importante che ogni ambiente sia colorato in modo appropriato alla destinazione d’uso compresi gli ambienti di lavoro dove si trascorrono molte ore al giorno e i colori possono stimolare o rendere più confortevole lo svolgimento delle attività.

Il fattore cromatico è importante

I più importanti tra i cinque sensi sono la vista e l’udito poiché più degli altri stimolano il contatto e la relazione con il mondo esterno, influendo sulle capacità individuali di valutare lo spazio. Al pari degli isolamenti che creano una buona acustica in ufficio, le scelte cromatiche devono avere per obiettivo il comfort psico visivo. Studi di neurofisiologia, ma anche l’esperienza quotidiana di ognuno di noi, testimoniano che i colori influenzano lo stato d’animo e i sentimenti: molte discipline come l’architettura, l’urbanistica, l’ergonomica, la medicina e la psicologia prestano sempre più attenzione agli effetti del colore sulla psiche e sull’organismo umano.

A ogni ambiente il suo colore

Il giallo e l’arancio stimolano la produzione di adrenalina e influiscono positivamente sulla creatività e le capacità motorie. Il verde, secondo gli psicologi significa forza, perseveranza, equilibrio e stabilità. Il blu e l’azzurro sono i colori della contemplazione e della spiritualità, in terapia sono utilizzati per indurre calma e relax.

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